Quante volte ti capita di notare che la tua mente vaga in luoghi a te non chiari e cavalca pensieri che non stai controllando? ti è mai capitato di sentire la testa tra le nuvole o di notare che qualcuno non sia con la mente lì con te?
Fantasticare, immaginare eventi, sognare ad occhi aperti o parlare con sé stessi sono alcuni esempi della vita della nostra mente. La letteratura definisce la mente che vaga come mind-wandering: la nostra attenzione si allontana dall’ambiente in cui siamo, dal qui ed ora, portandoci alla distrazione, senza un’intenzione chiaramente definita.
Tranquillo, tale fenomeno è universale e sembra occupare quasi la metà della nostra vita mentale mentre siamo svegli, in uno stato di veglia.
Il fenomeno del mind-wandering, però, può avere in sé anche delle proprietà funzionali, adattive e positive. La letteratura riporta che sembra essere legato a capacità di pianificazione, ad un aumento della creatività e a migliori prestazioni in compiti di problem-solving.
Inoltre, tale fenomeno, sembra anche connesso alla noia che possiamo esperire durante lunghi compiti per noi meccanici o noiosi: allontanarci dal qui ed ora ci permette di auto-stimolarci e alleviare tale sensazione. Infatti, l’immergersi completamente in compiti e rompicapo senza darsi una pausa, non facilita l’apprendimento; è necessario dare il giusto spazio alla nostra mente.
Infine, potrebbe essere legato a una maggiore flessibilità attentiva, permettendoci di analizzare e processare diverse informazioni contemporaneamente, muovendoci tra diversi flussi di pensiero.
La tua mente vaga? Hai mai fatto caso alle situazioni in cui ti capita?
Esserne consapevoli è il primo passo per trarne i giusti vantaggi.